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Happy Family per il sociale: Hakuna Matata

Eusebio Busè è un papà. Un papà che ama il mare e ama soprattutto sua figlia Sara. Sara è una ragazza autistica che ama sentire il vento sul volto quando la sua barca corre veloce sulle acque di Loano. Hakuna Matata è un'associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale a cui Eusebio ha dato vita insieme ai suoi genitori: i bambini con disabilità (Autismo, Asperger, disturbo pervasivo dello sviluppo…) e normodotati possono salpare insieme alle loro famiglie, per condividere escursioni, relax, addirittura avvistamenti di delfini! 

Quando hai capito di dover fare qualcosa per Sara? (da subito Eusebio mi chiede di dargli del tu)

Quando ho visto che in mare i suoi occhi brillavano quanto i miei. Quando le ho regalato per il suo compleanno una piccola barca a vela e lei invitava tutti gli altri bambini a vedere la sua “Sara”, quando a sei anni ha frequentato un campeggio nautico e ha iniziato a parlare di più e ad instaurare dei legami. Da lì è nato il primo progetto, SARA (sostegno ai ragazzi autistici), e ho iniziato ad allargare il mio sguardo: con un grosso azzardo nel maggio 2012 ho comprato una barca più grande, “Adagio blu”, e nel settembre dello stesso anno è nata “Hakuna Matata”.  Ricordo ancora il giorno dell’inaugurazione: i bambini hanno preparato un musical e ho sorriso e riso così tanto che alla sera le guance mi tiravano. 

Quali sono gli altri progetti principali di Hakuna Matata?

Nel 2017 è partito il progetto “Navighiamo ad occhi chiusi”, dedicato ai bambini ciechi e ipovedenti che, insieme ai loro genitori, possono passare una giornata sulle onde.

Su Facebook è attivo il piccolo progetto “Avvisi dei naviganti diportisti”, un’organizzazione no-profit di tutela ambientale, dove si possono condividere foto di avvistamenti di cetacei o messaggi di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento marino. 

Hakuna Matata ha anche fondato, insieme al “Pronto Soccorso Autismo”, retenazionaleautismo.it, la prima in Italia a permettere alle associazioni nazionali di interagire e collaborare: andando sul sito, ogni famiglia potrà sapere a chi appoggiarsi in ogni regione italiana. 

Ogni anno, inoltre, i diportisti mettono a disposizione gratuitamente le proprie imbarcazioni in occasione dell’evento “Un giorno per noi”: una giornata all’insegna dello sport e del divertimento, dedicata ai bambini con disabilità e ai loro genitori, che troppo spesso lamentano il fatto di avere poco tempo da passare in famiglia e lontano dalle preoccupazioni quotidiane. 

E i progetti futuri?

Mi piacerebbe organizzare un viaggio divulgativo dell’autismo, un percorso che tocchi i porti della costa ligure e che insegni innanzitutto che dietro la patologia ci sono le persone e che queste, opportunamente seguite, possono sempre migliorare.

Nel cassetto c’è anche un sogno, il sogno di scrivere un libro su Sara, sulla nostra storia e sulle storie incredibili e meravigliose di tutte le persone che abbiamo già incontrato e che ancora incontreremo nei nostri viaggi. 

Qual è il messaggio che Hakuna Matata vuole trasmettere? 

L’aspetto più importante per noi è il rapporto dei genitori con i propri figli affetti da disabilità, per poter costruire quel dialogo e quella complicità che spesso le terapie non permettono, essendo le sedute riservate ai bambini e non aperte ai genitori. 

Mollate gli ormeggi e, senza pensieri (questo il significato di “Hakuna Matata”), abbandonate tutti gli impegni a terra. Prendete il largo e guardate le cose da un’altra prospettiva, come sono piccole e lontane tutte quelle casette, tutte quelle preoccupazioni! Sentite il rumore delle onde che schiaffeggiano la barca, le risate dei bambini e dei loro genitori, per un attimo scordatevi del resto.

Buon vento!