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La Giornata della Memoria e la nostra riflessione

In laboratorio è un giorno come un altro. Cristina mi saluta con la sua voce squillante, Miriam è immersa nella luce bianca del computer. La mattina è avvolta da rumori e l’odore di ceralacca e resina arriva piacevole fino alla mia sedia. Mentre nuove medaglie Happy Family prendono vita, cresce in me la sensazione che no, non è un giorno come un altro. È un giorno in cui si deve riflettere e si deve soprattutto ricordare. Ricordare quanto è accaduto dietro ai fili spinati, ricordare le valigie strappate a mani tremanti e buttate l’una sull’altra, valigie che mai rivedranno i loro proprietari. Ricordare treni bestiame riempiti in modo disumano, bambini strappati ai genitori e famiglie divise per sempre. Bisogna ricordare la crudeltà e la follia di un capo e dei suoi seguaci, bisogna ricordare il punto di non ritorno a cui si è spinta la bestia umana. E poi il fumo, la cenere, sogni distrutti e vite spente in un istante. 

Non dimenticate, riflettete, parlatene non solo oggi, ma oggi particolarmente. L’indifferenza è uno dei più grandi mali del mondo. Alimentate la memoria, affinché ciò che è successo non succeda più, affinché non ci si debba mai più chiedere “se questo è un uomo”.

Guardo la pagina bianca mentre i miei pensieri prendono lentamente la forma di lettere nere d’inchiostro. E, nel mio piccolo, faccio quanto posso per ricordare gli anni non molto lontani in cui l’umanità sparì dalla nostra terra: scrivo.